sabato 21 marzo 2015

Ragionando: Ombretti in Crema.

Attenzione: Modalità parole in libertà! :)

In questi giorni di febbre e di reclusione casalinga mi sono messa a far voli pindarici riguardo agli ombretti in crema, a come possano risultare funzionali per alcune e un incubo per altre... Al fatto che da anni ogni casa cosmetica abbia proposto la propria versione di questo prodotto o più di una. 
Gli ombretti in crema non sono stati una moda passeggera in fin dei conti, non sono durati una stagione e via... Si sono evoluti, a volte sono migliorati a volte no, hanno cambiato finish, packaging e ovviamente colore ma ogni volta ci vengono proposti.

Io mi colloco coerentemente nel gruppo palpebra oleosa perciò, in teoria, dovrei evitarli come la peste... Ma non lo faccio XD

Con il tempo e la pazienza ho imparato a gestire questo tipo di prodotti e soprattutto a non buttare soldi inutilmente, lasciandoli a marcire in un cassetto.
Vi farò un resoconto dei vari tipi di ombretti in crema che ho acquistato/usato, aggiungendo qualche nome di riferimento e come mi sono evoluta nell'utilizzo.

Ombretti in crema versione stick
Photo source Google

I primi che mi vengono in mente sono quelli di Kiko, Long Lasting Stick. Sono molto comodi a livello di packaging perché sembrano dei pennarelli, non vanno temperati e non occupano spazio inutile. I colori proposti sono un bel po' e possono accontentare tutti i gusti.
Si può prelevare il prodotto con dita/pennello e applicarlo, applicarlo direttamente dallo stick e poi sfumarlo. Io uso questo metodo e cerco di utilizzare poco colore alla volta e stenderlo perfettamente senza creare accumuli. 
Metodo uguale ma risultati variabili a seconda del colore.
Ci sono tonalità con cui funziona perfettamente, non necessito del primer, non hanno bisogno di aggiungere polveri per essere fissati e rimangono immobili 8 ore... È il caso del numero 19 Antracite.
Altri, non hanno bisogno del primer, perché formano una sottile righina con accumulo prodotto solo dopo 6ore, ma rendono meglio se al di sopra applico degli ombretti in polvere. Il n.28 quel beige chiaro che spesso utilizzo per uniformare la palpebra o anche il n.31, fanno parte di questo gruppo.
Infine ci sono coloro che chiamo "infidi", perché il risultato finale dipende sempre da troppe variabili e alla fine per star serena li utilizzo post primer (es: n.01 bianco perlato).

Ombretti in crema versione compatta jar
Photo source Google 
Partiamo dalla versione più semplice, i compatti in jar rimangono (generalizzando) più affidabili rispetto a quelli in versione cremosa/soufflé. Il packaging è uguale per entrambe le varianti. Un contenitore di vetro con tappo a vite, a dir il vero occupano un po' più di spazio e a livello di trasporto mi angosciano sempre un po' perché sono di vetro(problema mio, dato che mi cade tutto!!!) ma non sono malvagi.
I Paint Pot di Mac sono stati uno dei miei primi approcci con questa tipologia, mi sono trovata da subito molto bene ma anche in questo caso ci sono finish che rendono meglio o peggio. I due sopravvissuti della collezione Posh Paradise (Idyllic e Pure Creation, entrambi frost) sono i miei preferiti come stesura e risultato, dopo anni dall'acquisto sono rimasti morbidi al punto giusto, sia con le dita che con il pennello non formano pieghe neanche volendo, idem Let's skate anche se ha un finish diverso, glitter su base satinata. 
Chilled on Ice (parte della Cham Pale) e Greenstroke, sono sempre frost ma ultimamente stanno peggiorando alcune delle loro iniziali pecche. Ora che si sono compattati maggiormente, se li prelevo con le dita rischio sempre di accumulare il prodotto in qualche punto della palpebra ed allora le pieghe (senza primer) sono inevitabili. 
Quite Natural ha un finish Cream e risulta molto più cremoso dell'altri, quindi devo prestare molta più cura nella stesura ma senza comunque rischiare di aver bisogno del primer.
I Pupa Vamp! I primi due acquisti fatti hanno un finish che potrei definire frost metallico(n. 301 Sky Blue- 200 Khaki) e dopo i primi tentativi fallimentari ho capito che non avrei potuto usarli senza primer. Sia con i pennelli che con le dita non c'era verso, applicati a tutta palpebra vanno ad accumularsi inevitabilmente in più punti quindi necessitano l'uso di primer. 
Il secondo tentativo l'ho fatto con il n.002 della collezione Paris Experience, già prelevandolo dalla jar ho sentito una consistenza diversa più compatta e mi sono lanciata. Scoprendo che quella compattezza in più mi assicurava un risultato similare a quello dei migliori paint pot. Quindi stesura uniforme, niente pieghette e nessuna necessità di utilizzare primer oppure ombretti per settare il tutto. Stesso discorso vale per l'ultimo arrivato, il Velvet Matte n.300. Cambia il finish, qui matte e il primo frost, ma non la facilità di utilizzo.

Ombretti in crema versione soufflé jar

Per versione soufflé intendo quegli ombretti che hanno propriamente la consistenza di una crema. I Kiko Colour Shock sono un buon esempio. La consistenza permette una stesura uniforme senza accumuli iniziali ma ciò non toglie che dopo pochissimo, la mia palpebra riesca a spostare il prodotto in un unico punto e a far letteralmente scomparire il colore(per lo meno nel caso dei Kiko). Non è possibile bloccarli neanche con gli ombretti in polvere, si guadagna solo qualche ora. Unica soluzione: primer+ ombretto+ombretto in polvere. 
Stesso discorso per gli ombretti Lush Emotional Brilliance, non sono propriamente in jar ma la consistenza è molto molto cremosa. Li ho provati una sola volta senza primer, assolutamente improponibili. Pieghette dopo neanche 2 ore, da allora ho sempre ricorso al primer. Il colore che possiedo attualmente, Intuito, non richiede per forza ombretti in polvere per  resistere ulteriormente, lo strato di primer basta e avanza per fargli superare la giornata.

Ombretti in crema versione palette

L'unica e sola palette che posso citare per questa categoria è la Illamasqua Liquid Metal Palette. Questa dimostra che non sempre l'ombretto in crema compatto sia il più affidabile. Tutte e quattro le colorazioni della palette necessitano un primer, una stesura omogenea e non troppo stratificata per ottenere un risultato soddisfacente. 

Ecco, questo è tutto quello che ho appreso in questi anni di convivenza con gli ombretti cremosi!

8 commenti:

  1. Anche io ho la palpebra oleosa ma utilizzo gli ombretti cremosi lo stesso, più quando non ho tempo in verità (e in questo periodo accade spesso XD)
    Comunque mi trovo bene coi LLSE, in particolare con le texture opache ;)

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    1. Mi sento meno sola XD Anche tu vai "controcorrente"

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  2. Io non ho la palpebra particolarmente oleosa per cui penso di potermi ritenere avvantaggiata nell'utilizzo di questo tipo di prodotto. E in effetti li uso ben volentieri anche se ad alcuni di essi devo comunque far precedere il primer (tipo Epatant di Chanel).

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    1. Non avere la palpebra oleosa sicuramente ti libera da un po' di scocciature... Se con l'ombretto di Chanel devi comunque usare il primer, vuol dire che io dovrei inventarmi chissà cosa per usarlo XD

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  3. io non sono così ferrata sugli ombretti in crema, anche se comunque apprezzo il fatto che siano così comodi e funzionali! E poi adoro gli LLSE *_*

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    1. Io lo sono diventata per necessità :)

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  4. Sei una delle poche a cui non reggono i pupa vamp :(
    io ho solo soft ochre come pianta Pot e mi fa pure da primer, è un ottimo prodotto :)

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    1. Fortunatamente mi sono rifatta con i pupa vamp matte e con quello della collezione Paris Experience ;) Almeno loro li posso usare senza problemi!

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